Fiabe e novelle dedicate ai bimbi che stanno di fuori, figli e nipoti che stanno al di là delle sbarre. Non soltanto uno strumento culturale di intrattenimento o svago, ma una vera e propria chiave per aprire una porta, quella della fantasia che mette in connessione i due mondi, quello di chi sta dentro a pagare il suo debito con la giustizia e quello di chi invece vive in libertà.

Il concorso nazionale “Le favole di Artaban” si è concluso lo scorso 6 novembre; grazie a questo progetto dell’omonima onlus torinese, con la collaborazione dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia (DAP), è stato realizzato “Al di là delle sbarre, una storia”, un volume che contiene racconti scritti da persone detenute, provenienti da tutto il territorio nazionale. Di Artaban è vice presidente il nostro associato (e presidente di CNA Comunicazione Piemonte) Andrea Maino che si prodiga con le sue energie e risorse a numerose iniziative di solidali come questa.

Il presidente di Artaban Roberto Veglia, nella sua prefazione al libro spiega: «con questa iniziativa non abbiamo solo voluto riconoscere le qualità artistiche e di scrittura dei carcerati, incentivandoli comunque ad affrontare un’attività inusuale. Il nostro obiettivo era quello di favorire la nascita o il consolidamento di rapporti tra chi vive oltre le sbarre ed i propri figli o nipoti. Un rapporto nuovo, non legato soltanto a fugaci incontri in un contesto necessariamente non famigliare. Ma la creazione di un ponte costruito sulla fantasia. Un modo per riprendere contatti interrotti o per proseguirli».

A vincere il concorso è stato Abramo Corsano, del carcere di Verbania, con “Popi, Minini e le leggi dell’Universo”. Mentre gli altri premiati sono stati: Giuseppe Costantino con “Passeggiando tra le nuvole”, Giuseppe Efisio Allegria con “Antonello”, il moldavo Vladislav Rusu con “Ecolandia – Il regno magico” e Michele Maggio con “Ororo e R.U.F.U.S, viaggiatori del tempo”.

«Chi sta in carcere – scrive il presidente della giuria Augusto Grandi, nella sua introduzione alla raccolta di racconti – al netto degli errori giudiziari, qualcosa di sbagliato ha commesso. Ma chi sbaglia non sempre ha un cuore di pietra, non sempre è privo di sensibilità, di tenerezze, di affetti. Un’analisi assolutamente banale e scontata. Troppo spesso, però, si confonde lo sbaglio, l’errore con un’indole generale del colpevole».

Si possono richiedere copie del volume (€ 16,50 l’uno, spese postali incluse) via mail a info@artaban-onlus.org dietro versamento dell’importo indicato:
su c/c postale 001019813169 ARTABAN Onlus
oppure sul c/c bancario IT18 I076 0101 0000 0101 9813 169
intestati ad Artaban Onlus, via Brindisi 9 – 10152, Torino
(indicando la causale “Offerta iniziative carcerarie”).

Tutto il ricavato dell’iniziativa sarà reinvestito per sostenere il progetto.
http://www.artaban-onlus.org/

Artaban è una onlus indipendente che raccoglie in sé persone che provengono da diverse esperienze sia lavorative che di aiuto umanitario: giornalisti, dottori, artisti, imprenditori, pensionati, commercianti, ecc. Opera concretamente contro miseria e povertà in Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Ecuador, Perù e Italia.