Una ricerca racconta il Made in Italy delle piccole e medie imprese piemontesi: una nuova concezione di filiera produttiva, dal distretto all’ecosistema; 14.500 imprese manifatturiere; 258.000 addetti manifatturieri, pari al 61% dell’occupazione industriale; 45.000 operatori nella ristorazione.

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Il Gruppo Unipol, insieme a Torino Nord Ovest e alle Organizzazioni economiche e sociali piemontesi che compongono il Consiglio Regionale Unipol (Legacoop, CGIL, CISL, UIL, CNA, Confesercenti, CIA), ha presentato uno studio sulle PMI piemontesi che operano nel “Made in Italy”, per valutare la consistenza del settore, i modelli di business impiegati dalle imprese di successo, i cambiamenti indotti dalla crisi. Attraverso interviste e incontri, la ricerca ha compiuto un viaggio nella manifattura di qualità e nella cultura d’impresa, alla ricerca dei cambiamenti in atto. Punti fermi nelle piccole imprese del Made in Piemonte rimangono le radici forti, la grande capacità di fare il prodotto, le tradizioni famigliari e i legami con il territorio. Cambiano invece progressivamente i modelli di lavoro, l’attitudine a costruire partnership e reti più o meno formalizzate con clienti e fornitori, il peso del marketing per valorizzare il brand (vero veicolo del successo), l’attenzione ai mercati lontani, l’interesse a innovare il business per tenersi in sintonia col mercato e il cambiamento culturale. Restano da sciogliere i nodi storici: una dimensione spesso troppo piccola e inadeguata ad affrontare i problemi aperti dalla competizione fra nicchie sempre più globali.

Oltre ai numeri – ben delineati dalla ricerca – nel Made in Piemonte trovano posto le manifatture leggere da sempre associate a questa costellazione (agroalimentare e bevande, tessile e calzature, mobili e prodotti per la casa, gioielli e occhiali); i prodotti ad alta tecnologia come la produzione di macchine e apparecchi industriali o l’automotive e altri mezzi di trasporto (per il rilievo che ricopre tuttora in Piemonte); alcuni ambiti non manufacturing come la ristorazione, le imprese culturali e i business creativi. Entro questo perimetro si muove la ricerca sul Made in Italy piemontese presentata lunedì 20 aprile presso il teatro Vittoria nel corso del convegno “Produrre all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo” a cui hanno preso parte tra gli altri il sindaco di Torino Piero Fassino, il Presidente Nazionale della CNA Daniele Vaccarino, della CIA Dino Scanavino e concluso da una tavola rotonda fra l’Assessore regionale alle Attività Produttive Giuseppina De Santis, il Presidente di Unipol Pierluigi Stefanini e il Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli.

Quello che è emerso dal dibattito è la necessità di continuare a percorrere la strada della sinergia tra i Consigli Regionali Unipol e le organizzazioni socie. Questa specifica ricerca presentata oggi nasce proprio per raccontare come una una parte dell’apparato produttivo piemontese, il cosiddetto Made in Italy cerchi e, nei casi raccontati, trovi nuove opportunità di crescita e modalità di uscita dalla crisi.

«Questa ricerca – ha dichiarato il segretario regionale della CNA, Filippo Provenzano – è la dimostrazione che nel Piemonte esiste un tessuto di artigiani e PMI fortemente ancorato al made in Italy. Come Cna Piemonte abbiamo creduto e attivamente collaborato alla realizzazione di questa ricerca, convinti che sarebbe emerso un quadro positivo e incoraggiante per uscire dalla crisi. Le molte imprese coinvolte, che sono anche intervenute nell’incontro, esprimono una domanda chiara: si attivino dei progetti e delle misure mirate affinché queste imprese del made in Italy piemontese possano effettivamente diventare una risorsa per lo sviluppo. Noi come CNA continueremo a impegnarci su questi temi, chiediamo alle istituzioni, in primis alla Regione Piemonte, di sviluppare assieme a noi delle misure che siano effettivamente utili. C’è già una prima e positiva conseguenza a questo evento di presentazione: apprezziamo la decisione del gruppo Unipol di sostenere fattivamente il Made in Italy piemontese mettendo a disposizione uno spazio nella prestigiosa galleria San Federico di Torino per mettere in mostra i prodotti che abbiamo fatto conoscere con questa ricerca».