Il Jobs Act per i lavoratori autonomi è legge, dopo il via libera al Senato. Grande soddisfazione per la CNA che tanto si è impegnata per ottenere questo risultato importante.

Un passo in avanti decisivo per il lavoro autonomo, per costruire un sistema di diritti e di welfare moderno, capace di sostenere il presente e di tutelare il futuro di questi lavoratori.

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Un anno fa incontrammo Cesare Damiano e con lui parlammo del processo che ha infine portato a questa legge. In quell’occasione il presidente della Commissione Lavoro della Camera affermò: «Sono emersi degli spunti interessanti che ci aiuteranno nel percorso di approvazione del disegno di legge che speriamo di concludere entro l’anno. Per arrivare ai contenuti del Jobs Act è stato compiuto un grande lavoro: è avvenuto un cambiamento culturale nella politica e nelle parti sociali, abbiamo fatto un’attività incessante di confronto  con le associazioni attraverso le quali abbiamo imparato molto».

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Il Jobs Act delle Professioni e il provvedimento inserito nella Legge di Bilancio 2017 che riduce l’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata sono gli strumenti di legge che maggiormente toccano il mondo dei professionisti e contribuiscono a migliorare il loro futuro. Un nuovo sistema di regole e di disposizioni che rappresenta un risultato epocale e risponde al primo, grande, obiettivo che CNA si era posto: rendere visibile e riconosciuta questa realtà, farne capire e conoscere le peculiarità e l’importanza economico sociale per porla all’attenzione del legislatore fino a inserire richieste e necessità nell’agenda di Governo. Ora ci attendono altri passi importanti su semplificazione, previdenza, burocrazia e fisco. Vanno inoltre definite, in modo inequivocabile, le caratteristiche che escludono il professionista dal pagamento dell’Irap per l’assenza dell’autonoma organizzazione e va rivista l’estensione dello split payment ai professionisti che lavorano con pubbliche amministrazioni e società quotate.

(Fonte: CNA)

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Quali sono le principali caratteristiche della nuova legge?

Tutela dei pagamenti: le norme sulle transazioni commerciali già in vigore saranno applicate anche a professionisti, artigiani e collaboratori coordinati; i pagamenti per le prestazioni dovranno avvenire entro un termine mai superiore a 60 giorni; quando il termine non è pattuito la scadenza della fattura sarà entro 30 giorni dall’emissione.

Maternità e malattia: gravidanza, malattia e infortunio non comporteranno automaticamente l’estinzione del rapporto, ma , su richiesta della lavoratrice, rimarrà in sospeso, senza diritto al corrispettivo (per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare) fatto salvo il venir meno dell’interesse del cliente; i congedi parentali saliranno da 3 a 6 mesi, e saranno fruibili fino a che il bambino (anche adottato o in affidamento) non compirà 3 anni.

Atti della Pubblica Amministrazione a professionisti: una delega consentirà al Governo di individuare funzioni della Pubblica amministrazione da devolvere agli esponenti delle varie categorie.

Più welfare: le casse pensionistiche private potranno attivare ulteriori prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, destinate soprattutto a professionisti vittime di una significativa riduzione del reddito per ragioni non dipendenti dalla propria volontà, o con gravi patologie.

Sconti sulla formazione: saranno deducibili, entro i 10.000 euro all’anno, i costi sostenuti per seguire master, o corsi di aggiornamento, o per iscriversi a convegni.

Dis-coll ai ricercaori: dal primo luglio 2017 verrà riconosciuta la Dis-coll (l’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi introdotta nel 2015 da un decreto attuativo Jobs Act) ai collaboratori, agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca universitari, a fronte di un incremento dell’aliquota contributiva dello 0,51%.

Centri per l’impiego: nei Centri per l’impiego pubblici (Cpi) verrà allestito uno sportello dedicato al lavoro autonomo, per favorire l’incontro fra domanda ed offerta.

Smart working: si promuove e si regolamenta il cosiddetto lavoro agile, inteso come modalità di esecuzione del rapporto subordinato “stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro”, e con “il possibile utilizzo di strumenti tecnologici”.

(Fonte: Ansa)