Italia sempre indietro nell’alfabetizzazione digitale e produttività del lavoro delle imprese stagnante da troppo tempo. L’allarme lanciato lo scorso 31 maggio dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha guidato il centro studi della CNA nazionale che ha rilevato uno stato di salute non proprio al massimo.

Fanalino di coda nella classifica della produttività del lavoro, l’Italia è dietro a tutte le sue cugine dell’Eurozona. Stiamo parlando di un divario considerevole: basti sapere che alla fine dell’anno scorso la differenza percentuale che ci separava dalla vicina Francia era del 36,8%. E la colpa non è certo delle micro e piccole imprese. Anzi!

«Chi pensa che la produttività e il suo fondamentale presupposto, l’innovazione, sia completamente sconosciuto alle piccole imprese e agli artigiani è fuori pista – avverte Sergio Silvestrini, segretario nazionale della CNA. La Commissione europea, riconosce e certifica, alle piccole imprese italiane una capacità innovativa superiore a quelle delle imprese di pari taglia negli altri Paesi dell’Ue. Il problema è che questa innovazione poggia sulle sabbie mobili di un sistema economico, culturale e amministrativo che, complessivamente, rema contro. E i risultati sono evidenti».

Ma la domanda è: perché restiamo ancora in fondo alle classifiche globali sulla produttività? Risponde ancora il segretario Silvestrini: «Una ricerca della Commissione europea, pubblicata pochi giorni fa dal Financial Times è davvero impietosa: siamo il popolo che in Europa riscontra le minori competenze professionali digitali. In un mondo iper-tecnologico, il 55% dei maggiorenni italiani possiede competenze digitali scarse o nulle. In questo contesto è evidente che se sei un piccolo imprenditore e hai fatto innovazione con la tua azienda, sei un eroe».

[Fonte: cna.it, Corriere Economia.
http://www.cna.it/notizie/cercasi-produttivita-silvestrini-serve-uno-sforzo-digitale]