Un’affollata riunione di professionisti e partite Iva si è tenuta venerdì a Torino, nella nostra sede via Roma, per affrontare il tema “Dalla legge di stabilità al jobs act per i lavoratori autonomi: che cosa cambia per i professionisti”.

Hanno partecipato: Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera; Giorgio Berloffa, presidente nazionale CNA Professioni; Cristiana Alderighi, coordinatrice nazionale CNA Professioni; Pino Andriolo, CNA Professioni Piemonte; Fabrizio Actis, presidente CNA Piemonte; moderati da Filippo Provenzano, segretario CNA Piemonte.

Sono state analizzate le novità introdotte dalla legge di stabilità e dal jobs act che riguardano i professionisti “non ordinisti” evidenziando il percorso politico svolto da CNA Professioni e le richieste più volte portate avanti per tutelare e migliorare la vita di questo universo lavorativo ormai così importante per la nostra società da un punto di vista economico in cui operano più di 303mila persone.

Al termine delle relazioni e delle testimonianze di alcuni giovani professionisti, Cesare Damiano presidente della Commissione Lavoro della Camera ha affermato: «Questa mattina sono emersi degli spunti interessanti che ci aiuteranno nel percorso di approvazione del disegno di legge che speriamo di concludere entro l’anno. Per arrivare ai contenuti del jobs act è stato compiuto un grande lavoro: è avvenuto un cambiamento culturale nella politica e nelle parti sociali, abbiamo fatto un’attività incessante di confronto  con le associazioni attraverso le quali abbiamo imparato molto».

«Ad esempio, abbiamo capito – ha proseguito Cesare Damiano – che dovevamo affrontare in modo diverso alcune tutele, quali la maternità e la malattia di lunga durata partendo dalle esigenze espresse dalle professioniste, del tutto diverse da quelle lavoratrici dipendenti. Infatti la maternità per le libere professioniste, come è stata concepita oggi, è il frutto di un cambio di paradigma culturale e di presa di coscienza delle particolarità di questo mondo».

«Il capitalismo industriale – ha ancora detto il presidente della Commissione Lavoro – è oggi stato soppiantato dal capitalismo finanziario che non ha al suo centro la produttività e le persone. Per evitare di trasformare la vita quotidiana e il lavoro in una giungla dove si lotta solo per la sopravvivenza ci vogliono regole e tutele certe. Per lunghi anni si è immaginato che il lavoro professionale fosse di serie B. È vero che il posto fisso, come si intendeva un tempo, non esiste più ma proprio per questo è opportuno introdurre delle tutele per costruire un lavoro stabile che consenta di realizzare un progetto di vita. Proprio perché l’inventarsi nuovi lavori non diventi un ripiego ma una scelta. Che cosa farà la differenza? La dote del welfare e quindi sono necessarie regole e tutele certe».

Nel terminare il suo intervento, Cesare Damiano ci ha riconosciuto il merito di aver svolto un grande ed importante lavoro di supporto e confronto con le istituzioni e ha aggiunto: «Il vostro osservatorio è molto interessante e stimolante. Per quanto riguarda l’aliquota contributiva della gestione separata, ritengo sia stato un errore innalzarla ai livelli del passato. Oggi siamo riusciti a bloccarla al 27%, ma la prospettiva deve essere quella di una sua diminuzione strutturale, al limite lasciando la scelta finale al professionista di collocarsi fra l’aliquota minima e quella massima».