Nasce uno sportello di ascolto per le coadiuvanti, talvolta vere e proprie imprenditrici invisibili.

Le imprenditrici di Cna, Confartigianato e Casartigiani lo hanno presentato giovedì 21 maggio. E’ dedicato ai problemi delle collaboratrici familiari (in Piemonte 7400).

Il fenomeno della coadiuvanza e della collaborazione familiare ha costituito un riconoscimento importante alla configurazione della “famiglia-impresa”, un modello vincente nell’economia italiana dal secondo dopoguerra in poi, come dimostrato dai dati della recente ricerca di Unioncamere Piemonte.

Il loro lavoro è fondamentale per la vita di tante imprese, ma sono in verità dei soggetti socialmente molto deboli. Regolamentate dal punto di vista del diritto di famiglia, è il diritto del lavoro a dimenticarsi – in buona sostanza – di loro.

Per anni questa forma di inquadramento del familiare nell’azienda artigiana è stato uno strumento utile per garantire la riduzione dei costi, anche sotto il profilo fiscale. Oggi però il gruppo delle imprenditrici di Confartigianato, Cna e Casartigiani vuole promuove un diverso modo di assistere queste imprese attraverso uno sportello di ascolto che, in modo riservato, possa valutare la loro situazione societaria e l’impatto sulla loro vita futura, anche pensionistica.

Pur garantendo ai familiari coinvolti nell’impresa un minimo di protezione sociale, questa protezione si infrange con la crisi che oggi attraversa la famiglia italiana. La figura del coadiuvante/collaboratore familiare per i maschi, è associata all’età giovanile e, in genere, alla condizione di figlio o fratello del titolare, al punto da configurarsi, per la maggior parte dei casi, come una condizione che prepara il passaggio generazionale. Le collaboratrici/coadiuvanti invece sono in genere di età più adulta e legate alla posizione coniugale in misura assai più rilevanti di quanto accada tra i maschi.

Tutto va bene finché la famiglia rimane unita, ma oggi le separazioni coniugali non sono più episodiche come un tempo, ma l’Italia non ha ancora introdotto come prassi la separazione dei beni e la regolamentazione contrattuale del matrimonio. Il tema dell’incertezza del reddito e della scarsità delle garanzie è raramente oggetto di preoccupazione che non vedono una separazione nel proprio orizzonte di vita. Invece oggi, il contratto matrimoniale continua a precedere e determinare quello lavorativo.

Pertanto la coadiuvante permane una figura ibrida: paga l’Inps, paga l’Inail, ha diritto all’infortunio, ma non alla mutua, è tagliata fuori dalla legge 53/2000. Alle soglie della pensione scopre che avrà una pensione irrisoria e, in genere, è un’amara sorpresa. In virtù del sistema di valori e del patto tra coniugi le donne scelgono di privilegiare l’interesse dell’impresa rispetto alle tutele personali, talvolta identificando il bene ed il destino dell’impresa familiare con la propria stessa esistenza lavorativa.

Oggi si tratta di individuare schemi di tutela e di riconoscimento diversi e più coerenti con le mutate condizioni sociali. In Europa esistono diversi modi di inquadrare e tutelare la figura del coadiuvante che in alcuni paesi riceve regolare retribuzione. E comunque, in ogni caso, le coadiuvanti francesi, ad esempio – se non retribuite – sono messe di fronte alla possibilità di fare una scelta consapevole.

Si tratta inoltre di prevedere diverse e maggiori tutele per la gravidanza, la conciliazione e i congedi parentali.

Il Comitato unitario di Confartigianato, Cna e Casartigiani vuole pertanto lavorare per porre attenzione sul ruolo di queste invisibili, la cui presenza è assolutamente strategica per la vita dell’impresa.

coadiuvanti imprenditrici invisibili

All’evento sono intervenute Giovanna Pentenero (assessore regionale Lavoro), Monica Cerutti (assessore regionale Pari opportunità), Daniela Ruffino (vicepresidente Consiglio regionale), Daniela Biolatto (presidente regionale Confartigianato Donne Impresa) Le due relatrici Patrizia Polliotto (presidente regionale Unione consumatori) e Marinella Ferrari (presidente Casartigiani Donne) sono intervenute sul tema “Quali tutele giuridiche per le donne coadiuvanti, collaboratrici e socie” .

Nel concludere i lavori Paola Sansoni (presidente nazionale Cna Impresa Donna) ha riassunto le proposte emerse su cui le donne di Cna, Confartigianato e Casartigiani del Piemonte vorranno impegnarsi unitariamente, con il mondo della politica e delle istituzioni per: prevedere per le coadiuvanti le garanzie per la tutela della malattia e i congedi parentali; inserire la possibilità per le coadiuvanti di scegliere il tipo di inquadramento in modo consapevole; rendere obbligatoria la separazione dei beni; rendere obbligatoria la definizione contrattuale dei rapporti tra coadiuvante e titolare prima dell’avvio d’impresa e prevedere una regolamentazione anche per le coppie di fatto, adeguando così la norma alla nuova realtà delle famiglie italiane.