Come ogni anno l’osservatorio della CNA sulla tassazione delle piccole e medie imprese ha elaborato il suo rapporto che ci restituisce quanto pagano di tasse gli artigiani e le pmi, sul territorio nazionale e in Piemonte.

Nel 2015 si è registrato un lieve beneficio che ha riguardato anche artigiani, micro e piccole imprese. Il peso complessivo del fisco (Total tax rate) è calato alla percentuale – ancora altissima -del 60,9%; si tratta di 19,4 punti in più della media europea. Numeri che sono fortemente penalizzante per l’attività imprenditoriale.

Anche se in certe aree il dato è davvero poco significativo rispetto agli anni precedenti, un minimo di arretramento è stato evidenziato dal Tax free day, ovvero il giorno in cui l’imprenditore può finalmente cominciare a destinare i guadagni aziendali all’impresa e alla sua famiglia, passato dal 20 agosto del 2014 al 9 agosto del 2015.

Le stime per il 2016, purtroppo, ci dicono che il calo della pressione fiscale si arresterà. «L’Osservatorio – dicono dalla CNA nazionale – prevede addirittura un lieve incremento del Total tax rate (+0,1 per cento) destinato a salire al 61 per cento complessivo. Un incremento che deriva dall’aumento programmato dell’aliquota dell’Ivs (Invalidità-vecchiaia-superstiti), la contribuzione previdenziale della Cassa artigiani e commercianti, solo in parte attenuato dall’elevazione della franchigia Irap a 13mila euro. Inoltre – spiegano – la maggior parte degli interventi introdotti con Legge di stabilità del 2016 non produrranno effetti sensibili sulle imprese di minore dimensione, se non il beneficio che deriva dal super ammortamento relativamente agli investimenti effettuati in corso d’anno».

Come si può migliorare il sistema tributario? Secondo noi sono tre le direttrici da seguire: una più consistente riduzione della pressione fiscale; il capovolgimento della tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli; l’uso intelligente della leva fiscale per aumentare la domanda interna.

Leggi l’articolo integrale sul sito nazionale qui.

Scarica il rapporto che riguarda i territori piemontesi a questo link.