Gli autotrasportatori chiedono l’attenzione del governo e indicono una mobilitazione per tutta la categoria che avrà luogo il 18 marzo lungo tutta la penisola. Cinzia Franchini, presidente nazionale CNA-Fita: «Tanti i nodi irrisolti, a partire da quello dei tempi di pagamento, problema esploso anche con la crisi Artoni, la riduzione delle risorse per le deduzioni forfetarie e una normativa sui trasporti eccezionali da rivedere totalmente».

Anche la CNA-Fita (la nostra federazione che si occupa del mondo dell’autotrasporto) aderisce alla mobilitazione nazionale degli autotrasportatori indetta per il 18 marzo. Sabato mattina infatti, in diverse città italiane sono in programma manifestazioni per sensibilizzare il Governo sulle tante questioni che ancora attendono risposte.

«Gli autotrasportatori scendono in campo per criticare le politiche del Governo in tema di trasporti e l’assenza di risposte ai nodi più volte presentati nei tavoli istituzionali – commenta la presidente nazionale CNA-Fita Cinzia Franchini. Senza risposte sono rimaste le nostre richieste sulla presenza di regole certe nel settore a partire da politiche, condivise con gli altri Paesi europei, in grado di fermare la concorrenza sleale estera e l’abusivismo; oppure ai tagli delle risorse per il settore, primo fra tutti quello relativo alle cosiddette deduzioni forfetarie fondamentali per la sopravvivenza delle aziende artigiane; alle promesse e mai stanziate risorse economiche per favorire l’intermodalità e il trasporto merci via mare come il mare-bonus.  Senza risposte, per fare un altro esempio, è rimasta la necessità più volte espressa di vere sanzioni nei confronti di chi non rispetta le tempistiche di pagamento alle aziende di trasporto. Un problema emerso per l’ennesima volta con forza nella recente vicenda della crisi del gruppo Artoni, che a quanto è dato sapere pare pagasse a 150 giorni (la norma in vigore prevede 60 giorni come termine perentorio), con centinaia di imprese in ginocchio per i mancati incassi. O ancora l’esigenza relativa alla determinazione mensile dei costi indicativi di esercizio dei diversi servizi di autotrasporto. L’elenco è lungo; termino ricordando che abbiamo Motorizzazioni Civili sotto organico incapaci di svolgere le più normali mansioni, dalle revisioni dei veicoli in tempi consoni ai controlli sulla normativa per il trasporto di merci pericolose ADR che ad oggi non ci risulta siano mai stati effettuati, a discapito della sicurezza di tutti. Denunciamo il malcontento di tanti piccoli e medi imprenditori costretti a fare i conti con una normativa complessa e inapplicata e con garanzie insufficienti – conclude Cinzia Franchini -. In ballo c’è la stessa sopravvivenza di un sistema nazionale di aziende di autotrasporto e quindi di una fetta importante del Pil italiano. Ci aspettiamo dal Governo e dal ministro Delrio risposte certe».