Estensione dei beneficiari del “Patto per la ripartenza del commercio e dell’artigianato – Bonus Piemonte” e allentamento del lockdown. Sono queste le richieste che arrivano dal Comitato di Coordinamento delle Confederazioni Artigiane del Piemonte.

Con una lettera indirizzata al Presidente della Giunta regionale Alberto Cirio e all’assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano, Confartigianato Imprese Piemonte, CNA Piemonte e Casartigiani Piemonte segnalano nuovamente la necessità di includere tra i nuovi beneficiari del Bonus Piemonte anche le altre attività artigiane – operanti attraverso laboratori artigiani – che si rivolgono al mercato dei consumer: sartorie, fotografi e in generale produttori di prodotti di eccellenza. Tale richiesta muove anche dalla necessità di sostenere filiere importanti, dal punto di vista economico e occupazionale, del Made in Italy, di cui molte attività artigiane sono parte.

Lo scorso 2 maggio Confartigianato Imprese Piemonte, CNA Piemonte e Casartigiani Piemonte hanno sottoscritto il “Patto per la ripartenza del commercio e dell’artigianato – Bonus Piemonte”. Il giudizio espresso pubblicamente è stato di apprezzamento per un importante provvedimento, per quanto parziale, visto che – in quella prima fase – non sosteneva tutte le categorie artigiane colpite dal lockdown.

“Infatti, come noto, rispetto le ipotesi di partenza, avevamo chiesto di includere in tale provvedimento altre categorie di attività artigiane anch’esse penalizzate, ma abbiamo preso atto della limitata, per quanto significativa, disponibilità di risorse regionali per il bonus e abbiamo apprezzato il parziale recepimento delle nostre richieste. Successivamente all’accordo sottoscritto il 2 maggio, abbiamo appreso di un’ulteriore estensione dei bonus alle categorie del commercio ambulante, non previste nello stesso accordo del 2 maggio. In queste ore apprendiamo di vostre dichiarazioni in merito alla volontà di allargare ulteriormente le categorie del commercio ammesse al bonus con quelle in sede fissa”, ha spiegato il presidente della CNA Piemonte Fabrizio Actis.

“La ratio del “Bonus Piemonte” è quella di sostenere con risorse a fondo perduto la continuità di attività in attesa della loro riattivazione. In tal senso ribadiamo la necessità di procedere alla ripartenza di quei settori ancora fermi: servizi alla persona e servizi alla comunità, in primis, possibile sulla base dell’applicazione delle misure di sicurezza conformi al Protocollo Sicurezza condiviso tra Governo e Parti Sociali lo scorso 24 aprile e recepito nel DPCM del 26 aprile. Su tale questione chiediamo proprio alla Giunta regionale di farsi parte attiva nei confronti del Governo che si appresta ad approvare un nuovo DPCM”, ha aggiunto il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Giorgio Felici.

“Siamo disponibili ad approfondire attraverso i codici ATECO come arrivare a questo allargamento”, ha concluso il presidente di Casartigiani Piemonte Mauro Rosada.