Le Organizzazioni piemontesi di rappresentanza dell’Artigianato e del Commercio hanno portato oggi il loro contributo in via unitaria durante i lavori dell’assemblea aperta del Consiglio Regionale del Piemonte.

Cristiano Gatti, vice Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte è intervenuto anche a nome di CNA Piemonte, Casartigiani Piemonte, Confcommercio Piemonte e Confesercenti Piemonte.

“La crisi delle medie e grandi aziende che coinvolge inevitabilmente un numero significativo di lavoratori, ha una immediata ripercussione in tutte le imprese della catena di fornitura diretta e dei servizi, catena che spesso è costituita da micro e piccole imprese dei settori dell’industria e dell’artigianato, dei trasporti, della logistica e del commercio. A queste problematiche dirette, si aggiungono le difficoltà che le stesse stanno già attraversando in ragione dei diversi contesti e delle componenti che le contraddistinguono. Parlare, quindi, della sola crisi della grande impresa è un errore e i dati relativi al rapporto nati-mortalità delle imprese artigiane e commerciali lo dimostrano.

In tale contesto, nonostante negli ultimi anni sia cresciuta l’attenzione della Regione nei confronti delle micro e piccole imprese, sussistono ancora difficoltà nel predisporre adeguate politiche economiche e di sviluppo parametrate sulle loro reali necessità. Queste imprese costituiscono il 99,3% del tessuto imprenditoriale operante in Piemonte con il 58,18% degli addetti.

In sintesi, queste le nostre proposte: innanzitutto, è fondamentale fornire alle micro e piccole imprese agevolazioni fiscali, accesso al credito agevolato e incentivi per l’innovazione tecnologica, al fine di rafforzarne la competitività, adeguare le politiche economiche, finora orientate principalmente verso l’industria, per affrontare le esigenze e le sfide specifiche delle imprese di piccole dimensioni.

È necessario implementare misure che favoriscano l’attrattività verso i settori dell’Artigianato, del Commercio, del Turismo e dei Servizi. Occorrono investimenti mirati in programmi formativi e iniziative di digitalizzazione. È, inoltre, urgente una revisione organica della Legge Regionale del Commercio del 1999, che tenga conto dei cambiamenti socio-demografici degli ultimi decenni.

Chiediamo che venga promosso attivamente il marchio “Made in Piemonte” per valorizzare e rendere più visibili i prodotti locali.

È necessario destinare una quota specifica dei finanziamenti agevolati e a fondo perduto del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) alle micro e piccole imprese e un’altra alle medie e grandi imprese, differenziando le misure.

Per superare il problema della distanza tra domanda e offerta di lavoro si può ipotizzare un progetto regionale che veda coinvolta in via prioritaria l’Agenzia Piemonte Lavoro, insieme alle Associazioni rappresentative delle imprese, rivolto alla formazione e ricollocazione delle persone in uscita dal mondo lavorativo.

Occorre introdurre sgravi fiscali per agevolare il passaggio generazionale nelle imprese artigiane e commerciali. È necessario farsi parte attiva nei confronti del Governo per rendere maggiormente fruibile la gestione dei contratti di prestazione occasionale (ex voucher oggi PrestO).

Occorre una misura rivolta a sostenere l’apertura di nuove attività commerciali per contrastare la desertificazione commerciale in atto. È fondamentale rafforzare la struttura degli uffici regionali preposti ai settori dell’Artigianato e del Commercio per attuare le politiche regionali e realizzare le riforme legislative necessarie.

Proponiamo, infine la re-istituzione degli Osservatori Regionali dell’Artigianato e del Commercio, organismi che possono svolgere un ruolo fondamentale nel monitoraggio, nella raccolta dati e nell’analisi delle dinamiche e delle esigenze specifiche dei settori”.

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