Transizioni e generazioni a confronto: come cambia il rapporto con il lavoro

17 Novembre 2025

Giovanni Genovesio (CNA Piemonte): “Rafforziamo il nostro impegno nell’ascolto e nel dialogo per accompagnare le imprese”

Si è svolta oggi, 17 novembre, l’Assemblea Annuale di CNA Piemonte presso la UniCredit University di via XX Settembre 31 a Torino. Un appuntamento che, nell’edizione di quest’anno, ha posto al centro del dibattito le transizioni digitale, ecologica e sociale, fattori che stanno trasformando in profondità il mondo delle imprese e del lavoro.

Sono intervenuti Giovanni Genovesio, Presidente CNA Piemonte; Andrea Tronzano, Assessore alle Attività Produttive della Regione Piemonte; Paolo Bertolino, Segretario Generale di Unioncamere Piemonte; Marco Borgione, Responsabile Territoriale Development Nord Ovest Unicredit.

Il focus dell’Assemblea è stato dedicato ai dati dell’VIII Osservatorio Micro e Piccole Imprese CNA Piemonte a cura del Prof. Daniele Marini docente dell’Università di Padova e direttore scientifico di Research& Analysi di Community, che offrono un quadro significativo delle differenze generazionali nella percezione del lavoro, delle opportunità di crescita e del rapporto con l’azienda. Dall’indagine emerge un divario valoriale e culturale che le imprese non possono trascurare, soprattutto in un contesto in cui “le aziende faticano a trovare personale disponibile”.

Flessibilità e organizzazione del lavoro

Alla domanda su come debba essere organizzato il lavoro:

• il 36,4% dei giovani ritiene che l’azienda debba adattarsi alle esigenze dei collaboratori, contro il 19,7% dei senior;

• la maggioranza (59,3% dei giovani e 68,2% dei senior) auspica un equilibrio tra esigenze aziendali e personali;

• solo una quota minoritaria (4,4% dei giovani e 12,1% dei senior) ritiene che debbano essere i lavoratori ad adeguarsi completamente.

Il quadro che emerge è chiaro: entrambe le generazioni chiedono dialogo e flessibilità, con una maggiore attesa, da parte dei giovani, di personalizzazione delle condizioni lavorative.

Valori, impegno e meritocrazia

Sul piano dei valori le differenze generazionali si accentuano:

• i senior attribuiscono più importanza a concetti quali il senso del dovere (92,9% vs 77,5%), la gavetta (81,9% vs 56,2%), la pazienza nel percorso di carriera (85,9% vs 68,5%) e l’accettazione dei compiti meno gratificanti (68,5% vs 53,1%);

• anche sull’impegno (“nulla è dovuto”), i senior mostrano un orientamento più tradizionale (75,2% contro 60,5%).

Ne emerge un diverso approccio culturale: i senior rappresentano valori legati alla stabilità e al sacrificio; i giovani cercano significato, riconoscimento e realizzazione personale.

Motivazioni e leve di attrazione

Le priorità che orientano le scelte occupazionali presentano sfumature rilevanti:

• retribuzione meritocratica: 46,7% giovani, 52,8% senior;

• contenuti stimolanti del lavoro: 40,7% giovani, 43,7% senior;

• benefit più appetibili per i giovani (38,2% vs 33,5%), così come smart working (26,5% vs 14,8%) e vicinanza al domicilio (32,5% vs 21,7%);

• formazione continua particolarmente importante per i senior (44,9% vs 36,4%);

• percorso di carriera più rilevante per i giovani (33,5% vs 28,9%);

• inclusione sociale e appartenenza: i giovani sono più sensibili ai temi dell’inclusione (29,9% vs 18,8%), mentre i senior manifestano un maggiore senso di appartenenza (36,5% vs 30,8%).

In sintesi, i giovani prediligono flessibilità, stimoli e valori; i senior valorizzano stabilità, formazione e meritocrazia.

Propensione al cambiamento

Un dato emblematico: il 49,2% dei giovani si dichiara pronto a cambiare lavoro, contro il 36,1% dei senior. Ciò evidenzia una maggiore mobilità giovanile e una minore fidelizzazione: in assenza di stimoli, equilibrio vita-lavoro e opportunità di crescita, i giovani si dichiarano disponibili a cambiare rapidamente contesto.

“Questa fotografia – sottolinea Giovanni Genovesio, Presidente CNA Piemonte – evidenzia due culture del lavoro che non devono essere contrapposte, ma poste in dialogo. I senior rappresentano la memoria e la solidità del sistema produttivo, mentre i giovani portano energia, creatività e nuove priorità. Le imprese devono imparare a valorizzare entrambe queste dimensioni.”

“Per questo – aggiunge Delio Zanzottera, Segretario Regionale CNA Piemonte – la sfida non consiste soltanto nel reperire personale, ma nel ripensare l’organizzazione del lavoro: maggiore flessibilità, percorsi di crescita, formazione continua e un clima aziendale aperto al confronto generazionale. Solo così esperienza e innovazione possono integrarsi.”

A rendere particolarmente significativa questa edizione, dedicata al tema della transizione, è stata la partecipazione di studentesse e studenti di diversi percorsi accademici e formativi (Lorenzo Cazzola, Elisa Conrado, Lucrezia Ferrara, Mathias Gamba, Amin Tonti, Matteo Vitale), invitati a confrontarsi sul proprio futuro professionale. Un momento di dialogo intergenerazionale per riflettere insieme sulle traiettorie del lavoro, dell’impresa e del territorio.

“CNA Piemonte – conclude il Presidente Giovanni Genovesio – conferma il proprio impegno nel promuovere momenti di ascolto e confronto, con l’obiettivo di accompagnare le imprese nei cambiamenti in corso e costruire un ponte solido tra mondo produttivo, istituzioni e nuove generazioni. La transizione è davvero una porta, anzi un ponte, verso il nostro futuro.”

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