CNA  Piemonte ha incontrato i parlamentari piemontesi della Commissione Trasporti della Camera. Al tavolo di venerdì 29 giugno hanno partecipato i deputati Davide Gariglio (PD), Elena Maccanti (Lega), Roberto Rosso (Forza Italia), Paolo Nicolò Romano (M5S), per la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa era presenti il segretario regionale Filippo Provenzano, il presidente regionale CNA Servizi alla Comunità e portavoce centri revisione Piemonte Francesco Circosta, il coordinatore CNA Servizi alla Comunità Luca Massenz e il  coordinatore piemontese FITA (Federazione Italiana Trasporti Artigiani) Costantino Spataro.

Al centro della discussione, alcuni punti sulla quale CNA nazionale e CNA Piemonte sono intervenuti per avanzare proposte ai legislatori.

Fin da quando venne emanata la Direttiva 96/96/CE del 20 dicembre 1996, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al controllo tecnico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, si manifestò l’esigenza di coinvolgere concessionari privati nelle operazioni in quanto, presso gli Uffici provinciali della Motorizzazione, non era presente un numero di linee sufficiente a garantire l’esecuzione dei controlli.

Sul fronte delle revisioni, per effetto del recepimento della direttiva 2014/45/UE la figura del responsabile tecnico è stata sostituita da quella dell’ispettore ma, non essendo ancora operativi i corsi per formare i nuovi ispettori, il risultato è che se un centro di revisione perde il responsabile tecnico, rischia di chiudere l’attività. La vicenda, che si estende a livello nazionale, è stata presa in carico dai Commissari e sarà discussa già nelle prossime settimane.

Riguardo ad aspetti più strettamente territoriali, si è parlato ancora di revisione dei mezzi, ma la vicenda apre alcuni fronti problematici sul territorio.

“Il Governo ha disposto l’assegnazione ai privati dello svolgimento delle revisioni dei mezzi pesanti ma riteniamo che, data la complessità di questa attività, i tempi possano essere molto lunghi. Vi sono invece attività che potrebbero essere svolte dalle officine autorizzate, come il collaudo dei ganci traino e delle bombole GPL” hanno spiegato i responsabili piemontesi di CNA Servizio alla Comunità.

La Città Metropolitana di Torino solo nel 2009 ha visto collaudare oltre 30.000 impianti Gpl ed è quindi prevedibile che entro fine anno, i tempi di collaudo delle bombole sostituite, subiranno un ritardo che potrebbe arrivare ad anni, con il rischio che vi siano migliaia di autovetture che circolano con l’impianto non collaudato, con tutte le conseguenze sulla sicurezza e la responsabilità .

“Oggi dobbiamo gestire il tema dell’affidamento ai privati dei mezzi pesanti, come peraltro è accaduto anche sull’affidamento dei mezzi leggeri, per sopperire, ancora una volta, ad una difficoltà dell’amministrazione nell’erogare un servizio pubblico obbligatorio, che sta creando forti disagi al settore dei trasporti su strada” ha aggiunto Costantino Spataro (FITA).

“Abbiamo registrato una convergenza trasversale tra maggioranza e minoranza per velocizzare e rispondere alle questioni che abbiamo posto nell’ottica di dare risposte prima di tutto all’utenza e mettere in condizione gli operatori del settore di poter lavorare per smaltire e ottimizzare l’enorme lista di attesa che oggi pesa sui nostri operatori vista la mole di veicoli collaudare. Abbiamo inoltre manifestato l’esigenza di un adeguamento della tariffa obbligatoria per le revisione che da più di dieci anni è ferma.
Inoltre siamo soddisfatti per la volontà comune espressa di intervenire sulla condizione delle Direzioni territoriali della Motorizzazione Civile che per carenza di personale, non riescono a far fronte in tempi ragionevoli alle mansioni attualmente di loro competenza” ha confermato il segretario Filippo Provenzano.

I Parlamentari, sul seguente aspetto, hanno proposto: “Si predisporrà una norma volta a definire una disciplina transitoria al fine di consentire che i titolari dei centri di revisione possano svolgere l’attività dell’ispettore per garantire la continuità del servizio. Tale norma sarà preferibilmente inserita in un provvedimento legislativo o diverrà il contenuto di un apposito emendamento all’interno del codice della strada”.