Una campagna elettorale da protagonista quella vissuta da CNA Piemonte in vista del rinnovo della Giunta regionale.

Tre appuntamenti con i principali aspiranti alla guida del prossimo esecutivo piemontese e poi la firma congiunta con le altre associazioni di Rete Imprese Italia per un manifesto a sostegno della micro impresa e del commercio.

Per due lunedì consecutivi, il 6 e il 13 maggio, i vertici dell’associazione hanno chiesto un confronto a porte chiuse con Alberto Cirio (centrodestra), Giorgio Bertola (Movimento 5 Stelle) e Sergio Chiamparino (centrosinistra) per affrontare insieme i punti nodali della politica verso la micro e piccola impresa. Sul tavolo i capisaldi dell’azione promossa da CNA Piemonte in questi mesi: si chiede sostegno alle opere pubbliche, dai grandi cantieri alla manutenzione del territorio, è stato ribadita la richiesta di una maggior programmazione e coinvolgimento sul fronte dei fondi europei, infine gli incontri hanno ribadito la volontà di rendere l’eccellenza artigiana un marchio davvero qualificante con nuove regole e l’allargamento ad alcuni settori oggi esclusi, come l’edilizia.

Le proposte avanzate dai candidati sono riassunte nei video che l’associazione ha già diffuso sui suoi canali social.

Oltre alle iniziative associative, insieme alle altre componenti di Rete Imprese Italia, CNA Piemonte, per voce del suo presidente Fabrizio Actis, hanno consegnato ai candidati regionali, lunedì 20 maggio, una piattaforma per il sostegno alla micro e piccola impresa.

Di seguito, leggete uno stralcio del comunicato finale prodotto da Rete Imprese Italia Piemonte.

Le micro e piccole imprese dell’artigianato, del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti sono una risorsa per lo sviluppo del Piemonte e vanno sostenute tenendo conto delle loro caratteristiche!

E’ questo il messaggio che Rete Imprese Italia – Piemonte ha lanciato alle Forze Politiche, lunedì 20 maggio in occasione dell’incontro con i candidati presidenti alla presenza degli organi di informazione, in vista delle elezioni regionali di domenica prossima.

Non è realistico pensare di rilanciare lo sviluppo economico del Piemonte dimenticando le esigenze di centinaia di migliaia di imprenditori che quotidianamente lavorano insieme ai loro famigliari e collaboratori dipendenti!

A livello regionale, a fronte di un totale di 321.758 imprese e di 1.304.274 addetti (esclusa l’agricoltura) quelle con meno di 10 dipendenti sono infatti 306.001 (il 95%) e assorbono il 42,32% della forza lavoro (551.959 unità), mentre quelle con meno di 5 addetti sono 289.794 (90%) e coprono il 33.91% (442.229 addetti) del personale dipendente.

Buona parte del divario crescente tra il Piemonte e le altre regioni del Nord – non a caso il triangolo d’oro dell’economia italiana fa ormai riferimento a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – è ascrivibile alle difficoltà riscontrate dalla cosiddetta impresa diffusa, che nel quinquennio 2018-2014 ha dovuto affrontare problemi via via crescenti:

  • il commercio al dettaglio ha registrato un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni al Registro Imprese delle camere di commercio pari a –11.401. In assoluto si tratta del risultato peggiore tra i diversi settori imprenditoriali, seguito dalle costruzioni (–9.550) e dall’agricoltura (–5.715). Primato negativo che deriva, in particolare, dalla riduzione progressiva delle nuove iscrizioni (passate dalle 2.860 del 2014 alle 1.924 del 2018, con un differenziale di 936 unità: seguono la ristorazione con un calo di 358 unità e le costruzioni con 257 unità).
  • le imprese della ricettività e ristorazione hanno presentato un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni: -199 per la ricettività e -5.213 per la somministrazione, a testimonianza di una sostanziale instabilità di un settore che non è ancora riuscito ad esprimere appieno le pur innegabili potenzialità.
  • le imprese artigiane sono passate da 126.142 del 2014 a 120.053 unità nel 2018 (-6.089), con una riduzione della componente dei lavoratori autonomi pari a -19.578, passati dai 157.572 del 2014 a 137.994 del 2018.

È fondamentale allora che nell’XI legislatura tutte le forze politiche – di maggioranza e di opposizione – assicurino la massima attenzione a favore delle imprese di minori dimensioni: occorre individuare, all’interno della prossima Giunta regionale, Assessori dedicati ai diversi settori della micro e piccola impresa, servono risorse adeguate e continuative negli anni e bisogna garantire dialogo sociale e concertazione con le Organizzazioni di categoria.

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