Una grande “fiera” per il lavoro: per chi lo cerca e per chi lo offre, ma, soprattutto, un evento che collega il futuro professionale alla formazione. E in questo sistema di connessioni, CNA Piemonte ha offerto il suo contributo attraverso le parole del suo presidente Fabrizio Actis.
L’occasione è stato il seminario “Imparare lavorando: il Piemonte fa scuola”, che si è svolto giovedì 24 ottobre a Torino e al quale hanno partecipato anche l’assessore regionale alla formazione Gianna Pentenero e Claudio Cominardi, Sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche Sociali.
Dal palco, il presidente Actis ha ricordato i numeri dell’alternanza scuola/lavoro, primo passo per entrare a contatto con l’impresa: “Nella nostra Regione il sistema dell’Alternanza scuola/lavoro vede impegnati circa 100 mila studenti all’anno, inseriti in poco meno di 4 mila imprese piemontesi, molti di questi inseriti non solo in contesti di grande o media dimensione, ma anche all’interno di micro e piccole aziende.
È più che giusto pensare che gli imprenditori di domani – cioè i giovani di oggi – possano nascere proprio dai primi contatti in azienda nell’ambito dell’alternanza scuola/lavoro, per poi proseguire la loro strada, lasciandosi alle spalle magari un destino di “lavori sottopagati”. E sarebbe fantastico riuscire non dico nel breve periodo, ma almeno nel medio periodo a promuovere e creare nei giovani la cultura dell’auto impresa”.
Un punto sul quale è tornato più volte nel suo intervento. “Noi come associazione di imprese crediamo e vogliamo puntare sul sistema dell’alternanza scuola/lavoro, perché pensiamo ancora che le nostre imprese siano soprattutto un luogo educativo e formativo per i giovani e che mettersi “in proprio” rappresenti ancora un valore importante – ha ricordato Actis -. Mi sento quindi di lanciare un allarme nei confronti del Parlamento e del Governo, affinché NON venga indebolito – passatemi il termine – il “neonato” sistema dell’alternanza suola/lavoro.
Come rappresentanti delle imprese siamo un po’ preoccupati dal fatto che sembrerebbe che questo sistema per l’anno scolastico 2019/2020 sia marginalizzato, rendendolo di fatto facoltativo e non più obbligatorio.
A nostro giudizio occorre mantenerne l’obbligatorietà e facciamo appello ai parlamentari piemontesi perché si facciano parte attiva nell’ambito della manovra finanziaria affinché i fondi non siano tagliati, anzi chiediamo di fare adeguati investimenti al fine appunto di riattivarne l’obbligo.
Altrettanto ci preoccupa la previsione di mettere mano al monte ore, il quale deve essere almeno mantenuto sui livelli attuali, se non addirittura aumentato.
Possiamo definirle ore di studio e lavoro passate in ambienti lavorativi veri, a contatto con imprenditori e lavoratori, che possono trasmettere motivazioni e bagagli di esperienza che la scuola non è in grado di dare”.
Infine, Per Actis: “Molti problemi che riguardano la disoccupazione giovanile, passano anche dal fatto che la domanda e l’offerta di lavoro non riescono molto spesso ad incontrarsi e questo fatto dipende molto dal percorso di formazione scolastica.
Nel mondo globalizzato, sempre più digitalizzato e specialistico di oggi, le imprese ricercano personale se non specializzato almeno qualificato e questo requisito è molto difficile da reperire sul mercato.
E’ praticamente impossibile ricercare e trovare un giovane sul mercato che abbia queste competenze specifiche, per cui queste imprese fanno fatica ad assumere un giovane, impedendo di fatto la creazione di nuovi posti di lavoro.
Quindi penso sia indispensabile non solo mantenere in essere il sistema dell’alternanza scuola/lavoro rendendolo obbligatorio, ma sia altrettanto necessario potenziarlo e svilupparlo nel tempo creando anche nuove scuole professionali che possano preparare giovani anche per affrontare i mestieri più difficili.
Solo così si potrà cercare di invertire la marcia, cercando di fare in modo che la disoccupazione giovanile possa quantomeno diminuire nel tempo e noi siamo disponibili – come del resto lo siamo sempre stati – ad aiutare le istituzioni in questo difficile compito”.