Si lavora fino ad agosto solo per pagare le tasse. E la scadenza si sposta sempre più avanti sul calendario: in Piemonte, nel 2018, il fisco in Regione aumenta la sua pressione su artigiani e piccole imprese. Nel quinto rapporto CNA sulla tassazione Comune che vai, fisco che trovi tutti i Comuni capoluogo rivelano una crescita del tasso di tassazione complessiva (Total Tax Rate), cresce il numero dei giorni nei quali l’imprenditore deve lavorare per l’ingombrante “socio” pubblico e diventa ancora più sottile il periodo dove i ricavi dell’impresa si possono usare per i consumi familiari.
Si lavora per oltre metà dell’anno, fino ai primi giorni di agosto (il 2 per la precisione), per pagare le tasse con una pressione media tra i capoluoghi piemontesi che raggiunge nel 2018 il 59,1%.

 

Il giorno della “liberazione” dalle tasse si allontana in tutti i territori come rivelano il calendario del Tax Free Day e il confronto tra i dati del 2017 con quelli registrati per il 2018.
A livello nazionale la pressione fiscale media sulla piccola impresa tipo italiana, salita nel 2017 dello 0,3% al 61,2%, nel 2018 è destinata a crescere ancora, portandosi al 61,4%. Un incremento compiutamente ascrivibile all’aumento programmato della contribuzione previdenziale dell’imprenditore. Di conseguenza, il giorno della liberazione fiscale media si allungherà di altre ventiquattr’ore, per arrivare all’11 agosto, contro il 10 agosto del 2017 e il 9 agosto del 2016. Intanto si va ampliando il divario tra la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese e quella media nazionale. Nel 2017 è andata dal 61,2% sulle piccole imprese al 42,4% sulla totalità dei contribuenti: un’ingiustizia che vale 18,8 punti percentuali.

 

Per indagare la situazione Comune per Comune, Comune che vai fisco che trovi propone anche delle schede che si focalizzano sulle singole realtà e mettono in luce l’evoluzione del Total Tax Rate e delle sue componenti regionali e comunali.

 

“Il lavoro dell’Osservatorio è sintomatico di come CNA intende la rappresentanza. Dire che le tasse sulle imprese sono alte è una banalità. Noi vogliamo indagare il fenomeno e diventare interlocutori credibili per trovare delle soluzioni” ha affermato il presidente regionale Fabrizio Actis, facendo eco a quanto ribadito dal presidente nazionale di CNA, il piemontese Daniele Vaccarino.

“L’IRI, l’Imposta sul reddito d’impresa, è una nostra proposta e speriamo che presto diventi realtà perché potrebbe abbassare la pressione fiscale sulle nostre imprese – ha poi continuato Actis -. Inoltre noi proponiamo di rendere l’IMU pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa; trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari; evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del “reverse charge” attualmente previsti, lo “split payment”, nonché la ritenuta dell’8%, applicata sui bonifici relativi a spese per cui sono riconosciute le detrazioni fiscali. Anche sulla Flat Tax abbiamo una posizione chiara: deve essere introdotta in modo progressivo e credibile  sulla base delle risorse rese disponibili attraverso il recupero dell’evasione fiscale e la riduzione della spesa pubblica. Infine, il regime forfettario deve essere esteso a tutte le imprese individuali e professionisti con ricavi inferiori a 100 mila euro. Sarebbe una misura che coniuga una reale semplificazione fiscale insieme ad una forte riduzione della pressione fiscale per centinaia di migliaia di imprese. Perché ricordiamo che il regime forfetario nasce da una proposta della CNA”.