Nel 2021, secondo le ultime statistiche, sono 21.426 le realtà imprenditoriali con prevalenza di giovani under 35. Sono cifre importanti, che rappresentando il 9,6% del numero di imprese totali operanti sul territorio torinese.
Il dato, se si vuole, ancor più interessante è la variazione di consistenza rispetto al 2020, che è di 606 unità (+2,9%), grazie ad un aumento delle iscrizioni. Dopo un anno terribile, inevitabilmente condizionato dal Covid-19, i giovani hanno risposto dimostrando una certa propensione a mettesi in gioco con nuove attività imprenditoriali.
Tra le attività con maggiore prevalenza è il commercio il primo settore, seguito da servizi alle imprese e  costruzioni, che hanno fatto registrare un aumento. Calano invece imprese turistiche e industriali. Si confermano anche le micro imprese: la forma giuridica preponderante resta l’impresa individuale, che rappresenta ben l’80% del totale.
I dati sulla nascita-mortalità delle imprese diffusi dalla CCIAA di Torino – commenta il Presidente di CNA Giovani Imprenditori Torino Enrico Vaccarino (nella foto) – confermano nuovamente il grado di resilienza delle micro e piccole imprese torinesi, che sono riuscite a superare i difficili momenti della continuativa crisi pandemica. Questi dati però devono essere visti solo come un punto di partenza e con l’obbiettivo di migliorare. Alle criticità dovute al Covid, per quanto si stia entrando in una fase endemica, si aggiungono le ripercussioni economiche a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Come Giovani di CNA Torino, rilanciamo una duplice chiave di risposta per superare tutti insieme questo ennesimo periodo di incertezza: le PMI torinesi devono comunque migliorare “nel fare più squadra” per proporre soluzioni e servizi alla Committenza finale, sul nostro territorio, in Italia e all’estero. Inoltre, bisogna essere ancora più protagonisti sul tema dell’innovazione.  A tal proposito, rilanciamo l’idea di una oculata serie di agevolazioni per facilitare il passaggio generazionale aziendale.”