Il Piemonte imprenditoriale è a trazione giovanile. I dati parlano chiaro, la linea verde sta evitando il tracollo del numero di imprese e salva il bilancio anagrafico delle imprese. Oltre ad abbassare l’età media.

Sono 39.389 le imprese giovanili registrate al 31 dicembre 2018 in Piemonte, secondo quanto conferma UnionCamere nel suo ultimo rapporto, e rappresentano circa il 9% delle aziende complessivamente registrate nella regione e il 30% delle nuove attività. Nel 23,2% dei casi sono guidate da stranieri e il 28,3% è amministrato da giovani imprenditrici.

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, nel 2018, a fronte della nascita di 7.152 imprese giovanili, ne sono cessate 3.631 (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo è risultato, dunque, positivo per 3.521 unità. Senza l’apporto delle aziende guidate da imprenditori under 35, lo stock delle imprese complessivamente registrate in Piemonte avrebbe manifestato una perdita pari a oltre 5.500 unità.

“La buona dinamica delle imprese under 35 e il loro apporto fondamentale alla nostra economia – rappresentano infatti il 30% di tutte le nuove attività – ci confermano la necessità di sostenere i giovani con iniziative dedicate, per metterli nelle condizioni di dare continuità al tessuto imprenditoriale del nostro territorio. Il Sistema camerale dedica da tempo un’attenzione particolare ai giovani, e si sta muovendo sempre di più in questa direzione, ad esempio con i progetti legati all’orientamento al lavoro e alle professioni. Anche le funzioni che il Decreto legislativo n. 219 del 25 novembre 2016 ci ha attribuito, ci permettono di sostenere i giovani imprenditori di domani, dotandoli di competenze ed esperienze spendibili nel mondo del lavoro” commenta Vincenzo Ilotte, Presidente Unioncamere Piemonte.

A livello nazionale, emerge come il Mezzogiorno evidenzi tradizionalmente una concentrazione di imprese giovanili superiore a quella delle altre aree. La Calabria risulta la realtà con la maggiore incidenza di aziende guidate da imprenditori under 35 sul totale delle imprese registrate nel territorio regionale (13,7%), seguita dalla Campania (13,4%), dalla Sicilia (12,7%) e dalla Puglia (11,5%). Il Piemonte si trova al decimo posto, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese regionali pari al 9,4.

Il tessuto imprenditoriale piemontese, così come quello, nazionale è affetto dal cosiddetto nanismo imprenditoriale, essendo costituito in maggioranza da micro, piccole e medie imprese. Questo fenomeno è ancora più vero per le imprese giovanili, per le quali si registra un’incidenza elevatissima di micro imprese: nel 98,4% dei casi le imprese guidate da under 35 hanno, infatti, meno di 10 addetti.

L’analisi territoriale rivela come l’imprenditoria giovanile assuma una rilevanza maggiore nei sistemi imprenditoriali di Novara (9,7%) e Torino (9,5%), mentre risulti meno diffusa ad Biella (7,3%) e a Alessandria (7,6%).

Analizzando i flussi di iscrizioni e cessazioni delle imprese giovanili a livello provinciale, i saldi risultano positivi per tutte le realtà territoriali, mentre analizzando le imprese al netto di quelle under 35, i saldi risultano negativi per tutte le province. L’analisi dei flussi consente, quindi, di evidenziare come l’imprenditorialità under 35 contribuisca sempre positivamente alla crescita del sistema imprenditoriale locale.

“I dati appresi oggi sono di buon auspicio. Il saldo positivo a livello nazionale è l’ennesima prova che i giovani Imprenditori, le giovani imprenditrici e le PMI rappresentano il vero volano di ripresa dell’economia italiana – afferma il vicepresidente regionale di CNA Giovani Imprenditori Enrico Vaccarino -. C’è però ancora molto da fare e come CNA giovani Piemonte ci stiamo impegnando su due ambiti: il primo riguarda le diverse iniziative per focalizzare l’attenzione sul tema del “passaggio generazionale d’azienda”. Poi occorre sensibilizzare sempre di più gli enti preposti sul preoccupante gap fra nozioni teoriche fornite dalla scuola/ università e il mondo reale dell’impresa. Per impostare il futuro delle imprese piemontesi, bisogna consegnare i giusti strumenti ed agevolazioni agli imprenditori del domani”.