Il presidente nazionale della CNA Daniele Vaccarino commenta l’assegnazione dei Giochi Olimpici Invernali all’Italia, celebra Milano e Cortina, ma pensa a Torino e critica la politica dei “campanili”.

“L’assegnazione all’Italia delle Olimpiadi invernali 2026 rappresenta un motivo di legittimo orgoglio anche per tutto il mondo delle imprese e per la CNA. Questa vittoria dimostra che le potenzialità del nostro Paese sono elevatissime purché non si torni all’epoca dei comuni e dei campanili ma si faccia gioco di squadra in vista del successo comune – dichiara Vaccarino -. Spero che le Olimpiadi 2026 rappresentino per l’Italia, in termini reali e simbolici, quanto i Giochi di Roma rappresentarono nel ’60: l’addio definitivo alle macerie della guerra e alla povertà del dopoguerra. Una svolta, insomma. La stessa svolta che, più recentemente, hanno impresso a Torino le Olimpiadi invernali del 2006: ne è uscita una città rigenerata nel tessuto urbanistico, sociale, economico. E se, per fortuna, rispetto al ’60 non abbiamo alle spalle i disastri di una guerra, la realtà non è comunque entusiasmante e siamo fiaccati da una crisi che sembra interminabile. Come CNA auspichiamo infine che, nella grande opera di adeguamento e ammodernamento necessaria per presentarsi all’evento nella migliore delle condizioni possibili, sia coinvolto l’intero sistema delle imprese. E, di conseguenza, artigiani, piccole e medie imprese non svolgano un ruolo gregario ma siano in grado di arrecare il loro enorme bagaglio di inventiva, professionalità, qualità made in Italy alla causa comune”.